3 paradossi metafisici di Franz Kafka

Un esempio del significato di "kafkiano"

Franz Kafka non è solo uno dei grandi scrittori della storia; È, come quasi nessun altro, un modo di guardare il mondo. Il "kafkiano" non è solo strano e inquietante; È la cosa strana e inquietante che ha un background enigmatico e metafisico. Come ha notato Roberto Calasso nella sua acuta lettura di Kafka, lo scrittore ceco ha scritto al confine tra il non manifesto e il manifesto, tra il mondo dei poteri invisibili e il mondo visibile. Tutto in Kafka è un simbolo. Un simbolo di qualcosa di invisibile che controlla e punisce e quindi forse sarebbe meglio non cercarlo o desiderarlo, eppure non possiamo fare diversamente.

Ecco tre esempi tratti da The Castle, The Process and its Diaries, in cui Kafka mostra questa particolare visione metafisica del mondo, intrecciata da senso di colpa, assurdità e paradosso.

io

"Cosa stai aspettando?" "Qualche slitta per prendermi." "Qui non passa nessuna slitta" disse l'uomo. "Qui non c'è traffico." "Tuttavia, è la strada che conduce al Castello", obiettò K. "Anche così, anche così", disse l'uomo con una certa inflessibilità, "qui non c'è traffico."

( Il castello )

II

È come se da qualche parte, in una radura della foresta, avvenisse il combattimento spirituale [il combattimento spirituale attorno al quale "tutto gira"] [...] Entro nella foresta, non trovo nulla e immediatamente, per debolezza, mi affretto fuggire; spesso, quando lascio la foresta, sento l'odore e penso di sentire il calore delle armi di quel combattimento. Forse gli sguardi dei combattenti mi cercano attraverso l'oscurità della foresta, ma ne so molto poco e quel poco è fuorviante.

( Giornaliero )

III

Un giorno, durante uno dei suoi viaggi, il pellegrino trovò una grande porta aperta, con una sola guardia al suo fianco, feroce e immortale.

"Guardiano, per favore, fammi entrare dalla porta."

-Si dispiace, non posso lasciarti passare.

Il pellegrino decise di aspettare. I minuti sono diventati ore, ore in giorni, chiedendo sempre la stessa cosa e ottenendo sempre la stessa risposta.

–Peregrin, oltre questa porta ci sono infinite porte con infiniti guardiani e sebbene io sia un forte guardiano, riesco a malapena a guardare negli occhi il terzo che è molto più potente di me. Se ti senti coraggioso ti sfido a passare, ma ricorda, è a tuo rischio e pericolo.

Spaventato, il pellegrino continuava ad aspettare mentre la sua vita passava. Tentò di corrompere il tutore che accettava sempre i suoi doni dandogli la stessa risposta:

– Accetto i tuoi regali in modo che tu pensi di aver provato di tutto per ottenere.

Il pellegrino ha aspettato. Le stagioni passarono e divenne vecchio.

"Guardiano, ho passato tutta la mia vita qui, davanti a questa porta, e non ho mai visto nessuna donna, nessun uomo, nessun tipo di creatura cercare di attraversarlo, puoi dirmi perché?" Puoi dirmi il motivo

Il feroce guardiano si rese conto di ciò che stava accadendo.

–Peregrin, chiuderò la porta e solo allora avrai la tua risposta.

La guardia si avvicinò lentamente alla porta e la chiuse. Quindi si rivolse al pellegrino e disse:

–Ascoltami, ovunque tu vada da adesso ricorda questa porta, e che questa porta esisteva ed era aperta solo per te, eppure non hai mai trovato la forza per attraversarla.

Quindi, in quel momento di comprensione, il pellegrino chiuse gli occhi e morì.

("Before the Law", The process )