Gli incendi in Brasile, con presunta complicità del governo, potrebbero essere "suicidi planetari"

Incendi devastanti nell'Amazzonia brasiliana generano un allarme globale e un intrigo di politica internazionale

La crisi per le conflagrazioni nell'Amazzonia brasiliana si è intensificata. È stato riferito che ci sono più di 72 mila incendi quest'anno e un aumento dell'84% rispetto allo scorso anno.

Il presidente francese Macron ha lanciato l'allarme dicendo "la nostra casa sta bruciando". Scienziati altrettanto allarmati hanno affermato che le conseguenze di questi incendi potrebbero essere fatali per il riscaldamento globale.

Il sospetto è che Bolsonaro stia mantenendo le promesse della sua campagna per rilanciare l'economia trasformando le foreste in aree di coltivazione e sfruttamento delle risorse. È stato riferito che c'è stato un rilassamento delle autorità attorno alle pratiche illegali di contadini e uomini d'affari che cercano di bruciare le foreste per ottenere maggiori benefici economici dalla terra. Il dibattito sul suo diritto a farlo ha polarizzato la politica mondiale.

I leader europei hanno invitato a discutere degli incendi in Brasile al vertice del G7, suggerendo che colpiscono l'intero pianeta. È noto che l'Amazzonia è responsabile di circa il 20% dell'ossigeno del pianeta, essendo una specie di polmone globale.

I più sospetti hanno suggerito che questa politica presumibilmente promossa da Bolsonaro costituisce un "suicidio planetario" e quindi richiede un intervento.

Bolsonaro, nel frattempo, ha accusato i politici europei di un nuovo colonialismo osando discutere di questo problema in un vertice internazionale a cui il Brasile non partecipa.